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Random Home Therapy

Non posso parlare di vero e proprio progetto fotografico: si tratta più che altro di immagini umorali, non collegate tra loro per stile o soggetto, che ripercorrono la quotidianità delle giornate trascorse nei due mesi di lockdown, da marzo a maggio 2020.
Il periodo trascorso a casa, fotografando oggetti comuni, tramonti, orizzonti e varie superlune per poi arrivare al momento in cui si è finalmente ricominciato ad uscire, a rincontrare le persone e a riscoprire la bellezza delle piccole cose, nell’arco di cinquecento metri.
Una sorta di appunti visivi volubili, condizionati dalle continue informazioni che arrivavano dall’esterno: delle montagne russe di emozioni caratterizzate da alti e bassi di negatività, positività, tristezza e speranza.

 

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